Nuova uscita per il Commissario Montalbano
Il protagonista è ancora una volta il mitico Commissario Montalbano (ai nostri occhi sempre più impersonificato da Luca Zingaretti nella serie televisiva targata RAI).
Il titolo di questo nuovo capitolo della saga delle avventure del poliziotto siciliano è "La Vampa d'Agosto" e consta di 288 pagine (esce sempre per Sellerio).
Eccone una breve introduzione tratta da sito Vigata.org:
«Natava e chiangiva. Per la raggia, per l’umiliazione, per la vrigogna, per la sdillusione, per l’orgoglio ferito […] Tutto un tiatro, tutta una finzione. E lui, vecchio, alluciato dalla billizza e perso darrè a quella giovintù che l’imbriacava, c’era caduto, a cinquantacinco anni sonati, come un picciliddro. Natava e chiangiva».
Caldo torrido, calore
estenuante, sole implacabile: è questa la vampa del
mese più infuocato della torrida estate siciliana, ma
è anche l’ardore e la passione che infiammano
Montalbano. Siamo in agosto, Mimì Augello ha dovuto
anticipare le ferie e Montalbano è costretto a
rimanere a Vigàta. Livia vorrebbe raggiungerlo, ma
per non restare sola, con Montalbano sempre al
lavoro, pensa di portare con sé un’amica (con
marito e bambino) e chiede a Salvo di affittare una
casa sul mare per loro. La vacanza scorre nella bella
villetta sul mare, silenziosa, verde. Ma un giorno il
bambino sparisce e proprio non si trova. Montalbano
accorre e scopre in giardino un cunicolo che rivelerà
clamorose sorprese tra cui un baule con il cadavere
di una ragazza scomparsa sei anni prima. Finita la
brutta avventura con il ritrovamento del bambino,
Livia e gli amici ripartono, tutti troppo
impressionati per restare a Vigàta. E il commissario
inizia l’indagine. Difficile perché il caldo
non lascia requie, bollente come la passione amorosa
di cui rimane in balia. Un giallo perfetto un
Montalbano istintivo, ma alla fine anche malinconico,
a interrogarsi su di sé e sul suo futuro.
Tutt’intorno Vigàta d’agosto stretta tra
pietre infuocate e mare.
Adesso
non mi rimane che cominciare la lettura e, come al
solito, sperare e pregare, che Mamma Rai ne realizzi
una versione cinematografica, con la regia di Alberto
Sironi.
