Raccolta delle olive e olio nuovo !
"Il mare è quieto come l’olio"
Gabriele
D’Annunzio
Domenica scorsa sono
stato in Sabina per la raccolta
delle olive. Tralascio la descrizione di questa
sempre fantastica esperienza (la campagna, gli
alberi, la compagnia, il buon mangiare e il buon
bere) e passo subito alla descrizione
dell'esperienza in frantoio.
Mi appoggio all'ottimo sito web GuidaOlio:
... possiamo dividere e
sintetizzare tutto in tre operazioni:
-
la frangitura o molitura
-
la gramolatura
-
l’estrazione
Una volta raccolte le olive e stoccate in apposite cassette o cassoni con fori laterali, in modo da consentire all’aria di circolare liberamente evitando il deterioramento dell’oliva stessa, si trasporta il prodotto in frantoio.


Una prima operazione è quella del lavaggio e defogliazione, grazie i quali si tende ad eliminare tutti i corpi estranei e le eventuali foglie o/e rametti presenti assieme alle olive dopo la raccolta.




Dopo
un'attenta operazione di defogliatura e lavaggio,
per allontanare tutte e impurità, le olive vengono
frante con le molazze tradizionali in pietra o con
dei frangitori che possono essere a martelli, a
dischi dentati o a coni. Solitamente il 30% delle
olive italiane vengono lavorate con impianti
tradizionali con macine e presse, il restante 70%
invece con sistemi continui a centrifugazione. Il
sistema tradizionale a molazze in pietra e presse
idrauliche consente di ottenere una maggiore resa
in olio e produzioni pregiate di gusto armonico e
fruttato intenso ma comporta per contro una bassa
capacità lavorativa, maggiori costi e ingombro dei
macchinari. Il sistema continuo con estrazione a
centrifuga è caratterizzato da una elevata capacità
lavorativa oraria e da una riduzione della
manodopera, offre olii dalla colorazione più
intensa e dall'acidità più contenuta con una
limitata presenza di antiossidanti naturali e una
conseguente maggiore stabilità nella conservazione.
A questo punto le olive sono pronte per la prima
operazione:
Frangitura
(o molitura)
Le olive vengono
frantumate ottenendo così una pasta formata dalla
polpa e dal nocciolo. La frantumazione è necessaria
per rompere e spezzettare la polpa dalla quale si
estrae l’olio.
Attualmente i metodi di molitura più utilizzati
sono due:
-
tradizionale (il più noto nell’immaginario collettivo): due mole di granito girano su un grande piatto dove frantumano le olive per ottenere la pasta;
-
moderno, ciclo continuo: la pasta di oliva si ottiene spezzettando le olive grazie ad una serie di martelletti meccanici.
Gramolatura
Una volta ottenuta la
pasta di olive si passa alla seconda operazione in
apposite gramolatrici.
La gramolatura è un passaggio delicato, in quanto
la pasta viene nuovamente lavorata, rimescolandola
a temperatura controllata. Così facendo si riduce
il volume della pasta stessa, si rompono le
emulsioni di acqua e olio che si sono formate
durante la frangitura favorendo così la successiva
fase dell’estrazione.

Estrazione
È considerata
l’operazione più importante di tutto
la lavorazione.
Anche qui i metodi oggi disponibili e maggiormente
usati sono tre:
-
tradizionale: la pasta gramolata viene spalmata su appositi fiscoli, ovvero dei pannelli circolari filtranti in fibra sintetica (un tempo fatti esclusivamente in fibre vegetali), forati sul centro in modo tale da poter essere sovrapposti (ogni tre fiscoli viene messo un disco rigido di acciaio formando le teme) e impilati in un’apposita colonna di acciaio adagiata su un carrello dotato di scalanature. Una volta formata la torre, composta da circa 20 teme, viene effettuata una premitura intorno alle quattro atmosfere;
-
ciclo continuo con centrifuga: la pasta viene immessa in un decanter (centrifuga orizzontale) a due o tre uscite aggiungendo acqua (dal 10 al 20% rispetto al peso delle olive) ad una temperatura controllata di circa 28°C.
-
percolamento: viene sfruttata la differente tensione superficiale dell’olio e dell’acqua di vegetazione presenti nella pasta di olive gramolata. Proprio in quest’ultima vengono fatti affondare un numero elevato (circa un migliaio) di pettini in acciaio. Quest’ultimi si ricoprono di un velo d’olio che viene fatto sgocciolare in un apposito contenitore

Dopo quest’ultima operazione l’olio è
pronto per essere consumato o conservato in
ambienti privi di odore, protetti dalla luce e ad
una temperatura che si aggiri ai 15°C.

Ultima annotazione
In un oleificio, in cui viene fatto un trattamento
completo delle olive, si ha una resa media, che può
variare per la qualità, per l’annata o per il
sistema di lavorazione utilizzato, pari alle
seguenti percentuali:
-
13-25% di olio di oliva
-
37-50% di sansa
-
35-50% di residuo
La sansa, successivamente e quasi sempre in altri stabilimenti, viene sottoposta ad una diversa lavorazione e raffinazione per ottenere l’olio di sansa.
Adesso sto seguendo un corso di degustazione di olio, quindi presto vi farò sapere come verrà classificato l'olio di zio Massimo... per ora posso dire che è molto buono, fruttato non troppo piccante.
